GRAN CALDO E DISSERVIZI ASL … SCAMBIO DI EMAIL
Da: “sandro”
A: “lgvntnurp@carabinieri.it”
Oggetto: prestazioni asl n. 13 regione veneto
Data: mercoledì 11 agosto 2010 16.36
Sono Sandro Lazzaroni abito a Spinea (Ve), v.le Viareggio 69/9 cell. 3471007015 e sono utente dell’asl n. 13 Mirano-Dolo.
Chiedo, dopo aver contattato anche l’URP dell’asl sullo stesso argomento, a chi devo rivolgermi per segnalare e eliminare dei disservizi che considero gravi, e che potrebbero rivestire anche aspetti di reato. Oggi ho cercato di prenotare per l’ennesima volta tramite ufficio CUP 041 5103520 una colonscopia con impegnativa del mio medico curante ( del febbraio 2010) e ottengo due risposte: 1) prenotazione con impegnativa: l’operatore Gianni mi risponde che con il codice “P” non ha date disponibili; richiamo per prenotare la stessa prestazione ma in libera professione a pagamento: l’operatore David mi dice che ci sono due date disponibili il 18 e 19 agosto (oggi è l’11), al costo di 208,22 euro Mirano o 213 a Dolo. E’ una cosa normale? In mattinata invece una altro episodio: porto mio suocero a visita specialistica e l’infermiera di reparto mi invita a non utilizzare un farmaco equivalente in quanto: ” è dimostrato che hanno un 30% in meno di efficacia …” ? Questo è stato segnalato anche ai NAS? Ringrazio per l’attenzione. Sandro Lazzaroni
p.s. preciso di aver già interessato le strutture preposte dell’asl su questi disservizi ( a mio modo di vedere ma credo anche rispetto alle norme vigenti), senza effetto alcuno …..
Da: “sandro”
A: “urpdolo@ulss13mirano.ven.it”
Oggetto: segnalazione
Data: mercoledì 11 agosto 2010 16.50
all’urp, per vs. conoscenza allego la segnalazione da me inviata oggi ai NAS Veneto
a vs. disposizione per ogni eventuale approfondimento e soluzione.
p.s. altro disservizio: in questo periodo abbiamo delle prescrizioni di esami urgenti entro 10 giorni, dal CUP ci viene risposto che siccome non ci sono disponibilità entro i dieci gironi, di recarci all’ufficio-casse, per risolvere la questione… oltre al disservizio anche l’ulteriore aggravio e perdita di tempo per l’utente. Non è più logico che l’operatore CUP prenda nota del caso e ci faccia richiamare dal reparto interessato, o ci stabilisca la prima data libera a sua disposizione, che nel ns. caso (oggi è l’11 agosto) era il 24 agosto?
N:B: con preghiera di inoltrare queste segnalazioni anche la vs. Ufficio Qualità, sperando che le segnalazione di disservizi degli utenti servano a qualcosa e a farvi certificare. Grazie per l’attenzione. Abbiamo bisogno di una sanità pubblica funzionante e sempre migliore.
sandro lazzaroni cell. 3471007015
SVILUPPI:
Da: “sandro” hendrix2006@libero.it
A: <vania.noventa@ulss13mirano.ven.it>
Oggetto: Re: segnalazioni e risposte
Data: giovedì 19 agosto 2010 18.19
Gentile dott.ssa Noventa e Mazzato asl n. 13 Mirano Dolo
ricevo e leggo solo oggi la VS. risposta ( VEDI SOTTO), in merito ai miei precedenti quesiti e segnalazioni. Alcune osservazioni ulteriori: 1)- in merito alla tempistica d’esame con codice “P”, ritengo che (anche per una colonscopia), debba sempre essere dato un appuntamento nei tempi previsti dalla normativa per le varie prestazioni sanitarie. Non è accettabile che il CUP, l’operatore (che mi sembra di capire anche dalla vs. risposta, non siano formati ed informati adeguatamente, problema vs…..), non fornisca nessuna data per poter effettuare l’esame, salvo rinviarmi al mese successivo e poi rispondermi ancora e sempre con la stessa cantilena. Non può l’URP affermare “che non sono in grado di intervenire e seguire tutto” data la “scarsità di personale”, ecc. In caso di vs. impossibilità a fornire la prestazione (per tutti i motivi che volete e su cui non intervengo nel merito, stante anche lo stato attuale di una mia scarsa conoscenza specifica…), dovete provvedere con una risposta formale, per iscritto ( c’è anche la posta certificata della PA…), in modo che l’utente possa rivolgersi ad altri, senza costi aggiuntivi; 2) sull’aspetto della “scelta autonoma del cittadino” quando si rivolge a prestazioni a pagamento, ritengo che stiate “prendermi simpaticamente un po’ in giro”. Battuta per battuta: spero che al più presto Emergency attivi l’annunciato poliambulatorio a Marghera in modo che ci si possa rivolgere a loro con tempi di risposta certi ….; 3) sono in grado di indicare il vs. operatore sanitario che ha fatto le affermazioni sulla ridotta capacità di cura del farmaco equivalente (-30%); ma quello che mi interessa è se la vs. Direzione Sanitaria è a conoscenza di questo fenomeno, non posso pensare che l’operatore sanitario sia impazzito e parli a vanvera, o si? In caso di codice B (esame entro dieci giorni), è l’operatore CUP (o chi altro preposto dalla vs. organizzazione, questa informazione è di vs. competenza), che deve prendere nota dei dati dell’utente e informare chi di dovere. L’utente andrà poi ricontattato sempre a carico della vs. organizzazione, nel principio che all’interno di una stessa struttura-sistema “devono girare le carte e non le persone” ! Infine nel caso specifico è il reparto che ci manda prima dal ns. medico di base e poi al CUP per la prenotazione dell’esame, in questa catena di (tre) soggetti diversi, ma che dovrebbero fare “rete e sinergia”, evidentemente manca la comunicazione centrata sulL’UTENTE, non è un suo problema se i reparti dove effettuarle gli esami sono chiusi e /o non riescono a dare la risposta nei tempi previsti dalla legge, è sempre un vs. problema, anche di facile soluzione.
distinti saluti Lazzaroni Sandro
P.s.: mi scuso per la confusione e gli orrori ortografici … spero si capisca la sostanza del mio intervento, che è quello di un vs. utente, oggi pensionato, che ha lavorato per 37 anni nella pubblica amministrazione, e sa abbastanza (dal di dentro…), su come funzioni o meno. Devo constatare amaramente che se va avanti così, nessuno piangerà quando non ci sarà più la una sanità pubblica di qualità, e i vs. utenti “decideranno in piena autonomia – per chi può! “, di rivolgersi al privato per farsi curare …. Ma voi lavoratori e dirigenti della sanità, dove andrete a quel punto di non ritorno?
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—– Original Message —–
<direzionesanitaria@ulss13mirano.ven.it>; <direzionegenerale.mirano@ulss13mirano.ven.it>
Sent: Tuesday, August 17, 2010 1:38 PM
Subject: In: segnalazioni
Gent.le Sig. Lazzaroni,
in relazione alla sua mail del 12.08, su mandato del Direttore Sanitario le
comunichiamo quanto segue:
- lei riferisce di aver fatto più tentativi di prenotare una colonscopia
(impegnativa di febbraio con priorità P) e di non esserci riuscito. Il
fatto potrebbe forse essere conseguenza del passaggio dal vecchio sistema
di prenotazione al nuovo sistema informaticol. Infatti, la necessaria
migrazione dei dati da un sistema all’altro ha reso necessario bloccare a
giugno 2010 la maggior parte delle agende onde non avere troppi dati da
trasmigrare e onde poter costruire le agende per i periodi successivi
secondo la nuova logica informatica;
- il passaggio da un sistema all’altro in merito alle prenotazioni rende
necessario adeguare di volta in volta l’offerta di alcune prestazioni,
tramite integrazioni, finché non saranno strutturare le agende in modo da
equilibrare l’offerta fra le singole priorità (presumibilmente a partire
dal 2011); in virtù di quanto esposto la colonscopia da lei richiesta può
essere prenotata per il giorno 10/9 elle ore 8,30 oppure il 25/11 alle ore
11. Le faccio notare che la disponibilità del 10/9 è conseguente ad una
disdetta e può essere usufruita in via eccezionale in quanto la normativa
vigente prevede che la prestazione con priorità P sia erogata entro 180
giorni dalla data del contatto (11/8/2010); se lei accetta l’appuntamento
dovrebbe comunicare all’Azienda (0415133649) quale data sceglie e sarà cura
dell’Azienda stessa, come di consueto, far pervenire a domicilio
dell’interessato il promemoria di prenotazione accompagnato dalle
istruzioni per la preparazione all’esame.
- per quanto riguarda l’offerta in libera professione è ovvio, per la
tipologia stessa del contratto che sottende alla prenotazione, che vi
possano essere disponibilità a più breve termine in quanto gli specialisti
effettuano questa attività al di fuori dell’orario di servizio e, in ogni
caso, su scelta autonoma del cittadino;
- relativamente alle affermazioni di una infermiera in merito all’efficacia
o meno dei farmaci generici, non è stato possibile effettuare alcuna
indagine perché nella segnalazione non compaiono informazioni relative ad
eventuale reparto o ambulatorio, alla data, all’ora e alla specialità cui
si riferirebbe l’episodio.
Da ultimo, proprio per la particolarità clinica che potrebbero rivestire
richieste di prestazioni con priorità B (10 gg.), è stata effettuata, in
via transitoria, la scelta di chiedere all’assistito di recarsi agli
sportelli CUP per prendere in carico la richiesta che non trova risposta
adeguata nelle agende, per evitare errori di comunicazione legati spesso
alla difficoltà di numerosi utenti a fornire informazioni corrette sulla
tipologia di prestazione, sul quesito clinico espresso dal MMG, sulla
priorità e ogni altra informazione che si rendesse necessaria per la
corretta prenotazione della prestazione stessa.
Stiamo, inoltre, lavorando per poter avere gli operatori del CUP telefonico
sempre più preparati a poter dare delle risposte agli assistiti, anche con
prenotazioni di priorità B, senza creare il disagio di recarsi agli
sportelli delle diverse strutture sanitarie,
A disposizione per eventuali chiarimenti, le inviamo distinti saluti.
dott.ssa Vania Noventa
Direzione CUP
dott.ssa Marilena Mazzato
Dirigenza Medica Ospedaliera
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UN ARTICOLO DI STAMPA SULLO STESSO ARGOMENTO.
| Venezia. Odissea per una risonanza magnetica: ora indaga il Parlamento
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| http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=114939&sez=NORDESTVENEZIA (16 agosto) – Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in sanità, Leoluca Orlando, ha reso noto che l’organismo sta indagando sul caso di un paziente 34enne che, con una lesione alle vertebre in seguito una caduta, ha dovuto attendere 10 giorni in un letto dell’ospedale di San Donà di Piave (Venezia) per riuscire a fare una risonanza magnetica. La commissione parlamentare ha avviato una richiesta di informazioni sul caso all’assessore regionale alla sanità del Veneto, Luca Coletto. La commissione sottolinea che nonostante nell’ospedale sandonatese sia prevista una stanza apposita nel reparto di Radiologia, manchi l’apparecchio e il paziente sia stato portato a Portogruaro per effettuare l’esame. Ritrasferito a San Donà – riepiloga la vicenda l’organismo d’indagine -, l’uomo ha dovuto poi attendere altri due giorni per far leggere il risultato da un neurochirurgo arrivato da Mestre. «Dall’assessore Coletto – ha detto Orlando – attendiamo di ricevere ogni indicazione in suo possesso su quanto evidenziato, al fine di acquisire elementi utili per comprendere se, e in quale modo, siano garantiti i livelli essenziali di assistenza sanitaria in periodo di ferie o, in caso contrario, se la carenza evidenziata dall’episodio verificatosi a San Donà risulti invece essere strutturale ed ordinaria». |






















