Il diritto alla mobilità per le persone disabili – Trasporto pubblico eterna questione per tutti.
INTERVENTI QUOTIDIANI IN DIFESA DEI DIRITTI DELLE PERSONE DISABILI E DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIO-SANITARI. Dare risposta ai loro problemi e dare risposte ai problemi di tutti!
ECCO IL TESTO DI UNA e-mail inviata alla direzione sanitaria dell’asl n. 13 Regione Veneto, (QUANDO ARRIVERA’ PUBBLICHEREMO LA RISPOSTA … SE ARRIVERA’ ….):
Come presidente dell’onlus SOS Handicap Bambini Invisibili onlus, iscritta al registro della Regione Veneto e che si occupa anche di diritti delle persone disabili e non, in ambito socio-sanitario, faccio notare che al sabato presso il presidio ospedaliero di Mirano è stato istituito un servizio di esami clinici a pagamento. Faccio presente che tale situazione contrasta con numerose normative in materia di “pari opportunità e tempi della città e dei servizi” in favore delle donne-lavoratrici e dei soggetti deboli e disagiati. Pertanto prima di intraprendere ai sensi dell’art. 9 della Legge 241/90, un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di intervento delle autorità preposte (Consigliere Provinciale e Ministero per il Rispetto e sviluppo delle Pari opportunità, difensore civico e giudice di pace…), vi chedo gentilmente di voler illustrae quali sono stati i criteri per cui si è reso l’accesso al servzio il sabato mattina a pagamento e totalmente destinato all’esercizio della libera professione e di eventuali urgenze, mentre rimangono del tutto escluse appunto e ad esempio le lavoratrici ed i soggetti disabili che hanno bisogno di essere accompagnati da familiari che lavorano nei rimanenti giorni della settimana.
Certo di un sollecito riscontro porgo distiniti saluti: Lazzaroni Sandro
presidente onlus Sos handicap bambini Invisibili
Venezia e Spinea email:retedisabili@libero.it; cell. 3471007015
fax 041 931108; Piazzale Municipio 14 30175 Marghera (VE)
3 marzo 2010: la risposta non è ancora arrivata. Così anche per altre …. per cui avvieremo delle iniziative legali. In questi giorni sono in corso degli incontri con un legale perchè assuma un incarico di rappresentanza e difesa legale dell’onlus.
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TRASPORTI ETERNA QUESTIONE
riportiamo il testo di una lettera/richiesta in ambito di trasporti dellepersone disabilie … e di tutti.
Al Sindaco del Comune di Mirano
Al Sindaco del Comune di Spinea
A.C.T.V.
ASL n. 12 e 13
Ente Provincia di Venezia
Regione Veneto – Giunta Regionale
Alle associazioni di volontariato (trasporto disabili)
Agli Assessori alla Viabilità e Servizi Sociali dei comuni di Spinea e Mirano e comuni limitrofi (Venezia, Dolo, Mira, Salzano, Noale, Area Metropolitana).
Gentili Signori,
sono ……………., e vi contatto per mezzo di “S.O.S Bambini Invisibili Onlus”, per chiedere la possibilità (anche tramite il pagamento di un contributo mensile) di poter contare su un servizio di trasporto autonomo al luogo di lavoro. Parlo anche a nome di ………….., studentessa di scuola superiore, con grave disabilità che necessita appunto di recarsi a scuola da Spinea, dove risiede, fino a Mestre Istituto Stefanini, in modo autonomo. ………. già usufruisce in parte del trasporto gratuito da parte del comune di Spinea (ricordiamo che è un servizio obbligatorio, gratuito per le scuole anche superiori, stabilito da una sentenza della Corte Costituzionale, ma che anche a causa di un rimpallo annoso di responsabilità tra gli enti locali non decolla o viene fatto pagare a carico dell’utente), ma dal prossimo anno dovrebbe poter essere immessa anche Lei, nel mondo del lavoro. In ogni caso entrambe necessitiamo di spostamento anche per le attività di socializzazione normali di un cittadino, studente e lavoratore.
Sia io che …… abbiamo delle strutture familiari solide e collaborative, tuttavia riteniamo un dovere e un diritto, poter esser e in grado di svolgere le nostre attività primarie di lavoro e di studio, indipendentemente dalla disponibilità altrui. La famiglia ha il suo ruolo e adempie già a molte fatiche di servizio a nostro favore, anche a causa di servizi inesistenti, ma non può e non deve diventare l’assistente personale esclusivo di una persona disabile specie in ambito di trasporto pubblico e specie se la persona disabile mantiene dei gradi potenziali di autonomia tale da essere anche incrementata da servizi pubblici decenti, diffusi e accessibili, e questo in una logica generale di vivibilità delle città e dei nostri territori, che hanno bisogno di essere liberati dall’asfissiante trasporto individuale privato su gomma che impera proprio perché non si sviluppano le alternative collegate alla mobilità pubblica! Quindi dando un servizio migliore a noi due si produce in realtà una “migliore prassi” capace di essere estesa a tutti e anche di ridurre i costi economici e sociali, risparmiando risorse e consumo/abuso di territorio e risorse energetiche.
Anche se usufruiamo dei contributi della Vita Indipendente (legge 192), il fatto di dover pagare il trasporto al lavoro, a scuola ma anche per la vita di tutti i giorni, significa “sprecare” gran parte di questa assegno mensile solo per spostarci, e dovete considerare che, non secondariamente, una ulteriore parte di questi assegni viene utilizzata per pagare i contributi previdenziali agli operatori, e quindi alla fiscalità generale.
Io lavoro, all’Ospedale di Mirano dalle 8.00 alle 14.30 dal Lunedì al Venerdì. A …… invece usufruisce per il momento del trasporto, in ambito esclusivamente scolastico, a carico dei servizi del Comune di Spinea, che però non coprono al mercoledì e al venerdì il ritorno da scuola, e al sabato l’andata e il ritorno. Ma anche il servizio di giro-città esistente a Spinea, ad esempio, non tocca luoghi di grande afflusso coma la zona del supermercato PAM, dove c’è la palestra frequentata da …….. e numerosi cardiopatici (con progetto ASL), che evidentemente devono utilizzare mezzi privati per raggiungere questi luoghi. Basta quindi organizzare il servizio esistente per renderlo usufruibile anche ad una persona disabile. Ma ancor di più questo deve essere un compito di ACTV (azienda di trasporto pubblico che copre l’intera provincia di Venezia, quindi in ambito di città metropolitana), a partire da una banalità: l’autista deve essere formato, deve poter riconoscere la persona disabile (perché ad es. esibisce un contrassegno alla fermata se non è in carrozzina ovviamente); ma poi deve anche accogliere la persona disabile, nel senso di avvertire di lasciare liberi i posti e gli spazi riservati alle persone disabili, anziane, ecc., senza che questo diventi una “lotta individuale” del disabile verso i soliti “incivili abusivi” , ma a volte anche distratti in buona fede. Qui si apre un fronte di intervento culturale e di educazione civica, che dovrebbe prevedere azioni e campagne mirate verso le scuole e i luoghi di lavoro, opera diffusa di sensibilizzazione, con l’approntamento di una segnaletica più evidente nei mezzi, e con maggiori controlli e contravvenzioni per i trasgressori.
Vista la scarsità di servizi di trasporto offerti per le persone disabili, pensiamo possa essere una buona idea utilizzare coinvolgere le Cooperative Sociali e le associazioni no profit, che tra l’altro impiegano anche lavoratori con interventi mirati. Infine si potrebbe promuovere anche un progetto per l’utilizzo “amichevole” dei mezzi e delle linee ACTV esistenti; attivare dei servizi ACTV per disabili, a chiamata, esperienze già operanti in altre città; utilizzare il car-sharing, esteso sia ai mezzi privati (taxi sull’esperienza del Taxi Rosa che opera a Venezia), sia ai numerosi mezzi di trasporto dell’associazionismo, che spesso per carenza di autisti rimango inutilizzati in sosta. Se lo riterrete utile saremo lieti di esplicitare meglio queste proposte chiedendo, anche grazie a Voi, un coinvolgimento dei molti soggetti coinvolti e coinvolgibili: ACTV, gestori Taxi e associazioni che già operano con mezzi di trasporto propri; come è pure urgente una collaborazione tra Comuni limitrofi (non è possibile che se abito in comune di Venezia possa godere di una qualità dei servizi di trasporto per i disabili e se mi sposto di 100 metri, in comune limitrofo, tale qualità del servizio cessi. Un grande ruolo in questo ambito può e deve essere svolto dall’ente provinciale (che metta mano ad un processo di uniformità e logistica comune dei trasporti in ambito di città metropolitana, partendo dai disabili ma che certamente interessa TUTTA la popolazione). Certamente un ruolo in tal senso può essere giocato anche dalla Regione e l’argomento dovrebbe essere anche di interesse dell’Asl e dei SIL.
La mobilità specie per le persone disabili è un diritto fondamentale per accedere ad altri diritti quali il lavoro, l’integrazione e la vita sociale, lo studio e la libertà di movimento.
Colgo infine l’occasione per ricordarVi che a Zianigo – dove abito – vi sono diverse zone con barriere architettoniche inaccessibili di cui vi ho fornito documentazione fotografica.
Speriamo che questa lettera venga tenuta in un qualche considerazione e che, anche grazie all’intervento di “S.O.S. Bambini Invisibili” onlus, si possa collaborare assieme per rendere i nostri territori maggiormente usufruibili alle persone disabili, il che significa: per tutti!.
Francesca …………….. Alice …………………..
Sandro Lazzaroni pres.te onlus 31 marzo 2010























Sono colpito nel leggere una storia potente su Il diritto alla mobilita per le persone disabili – Trasporto pubblico eterna questione per tutti. – Handicap facilitazione per disabili e famiglie. Io posto un link sul mio sito promozionale per questo post . Tornerò a leggere di più.
All’URP e all’Unità Operativa per la Qualità e l’accreditamento dell’Asl n. 13 Regione Veneto Mirano-Dolo.
(Email: urp.dolo@ulss13mirano.ven.it)
Mio suocero persona anziana di 86 anni con riconoscimento di inv.civ. al 100% e gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 legge 104/92, ha dovuto sottoporsi ad un estenuante “tour de force”, per eseguire degli esami a seguito di una visita nefrologica.
Diario di viaggio:
- 22 settembre si reca a Dolo per questa visita Nefrologica. Ovviamente prima è andato dal medico di base di Spinea dove abita e ha fatto il prelievo di sangue a Mirano, preliminare alla visita di controllo nefrologico stessa. Dagli esiti degli esami e dalla visita viene riscontrato un peggioramento delle sue condizioni per cui vengo prescritti nuovi e diversi esami urgenti. Viene fissata infine per il 8 10 2009 una nuova visita nefrologica sempre a Dolo, con l’impegno a portare i nuovi esami prescritti e nel frattempo eseguiti e ritirati;
- - RX da farsi a Noale, dove si recherà il 30 settembre, prima data e luogo disponibile, ancor prima viene rivisitato dal medico di base a Spinea, per verificare l’urgenza degli RX al torace; la consegna dei referti sarà sempre a Noale, abitiamo come già detto a Spinea, dal 6 ottobre;
- Viene prescritto un emogas e esami completi di urine e altri esami del sangue: l’emogas si esegue solo al Dolo dalle 11 alle 12 dove ci rechiamo il 2 ottobre 2009, e meno male che contestualmente eseguono anche gli altri esami, si accorgono che non è stata fatta la raccolta di 24 ore dell’urina, per cui questo esame rimane sospeso, sarà riportata una nuova provetta il giorno seguente con staffetta da Spinea a Dolo; il ritiro degli esiti, sarà sempre a Dolo (abitiamo a Spinea) dal 3 ottobre;
- Viene prescritto un eco addome completo urgente. Anche questo esame sarà eseguito a Noale dove ci rechiamo il 7 ottobre; approfittiamo per ritirare gli RX eseguiti il 30 10.
Il referto ECO viene consegnato subito ma per la poca chiarezza dovuta a “meteorismo”, probabilmente dovrà essere ripetuta la ecografia, lasciamo decidere al nefrologo. Mia considerazione: probabilmente una persona anziana e invalida grave, ha grosse difficoltà ad arrivare nelle condizione dovute a questo esame che richiede una preparazione complessa e uno spostamento sempre da casa Spinea a Noale, con relativi lunghi tempi di percorrenza, e durante i quali bisogna continuare a non urinare, ma a bere, a bere, a bere …..
Sorpresa!!! Al secondo piano dell’spedale di Noale, dove c’è l’ECO scopriamo esserci un Day Hospital Geriatrico!!, diretto dal dott. Vitale ed inaugurato con tanto di targa, pomposamente nel lontano 1993 ……. Cosa c’è che ci è sfuggito o non va? Perché a queste persone anziane e disabili non vengono concentrati gli esami in regime di D-Hospital? Dove abbiamo sbagliato? C’è qualcosa che possiamo fare … possiamo segnalare il tutto? Mi reco al piano terra e chiedo allo sportello-cassa: “ Dove posso trovare i fogli di segnalazione e reclamo?” ……… sguardo di traverso della sportellista ; “ A Mirano, è la che c’è l’URP, non lo sa?” ……… ovviamente ………………. sorriso ebete da parte mia.
………………….. accompagnatore di ……………… suocero 86enne con disabilità grave riconosciuta ai sensi della L. 104/92
Cell. …………………………..; email: rete disabili@libero.it
Invierò questa segnalazione all’URP dell’asl n. 13 e all’unità operativa per la qualità e l’accreditamento dell’asl n. 13, oltre che a inserirlo nel sito della ns. onlus: http://www.handicap.facilitazione.it
Per favore, qualcuno ci dica dove sbagliamo …………. GRAZIE!
p.s. visto lo stato dei servizi di trasporto pubblici ACTV tra le località nominate, dichiariamo di aver utilizzato il mezzo privato (auto diesel), e di avere pertanto, e purtroppo, prodotto diversi Kg di CO2 e altri inquinanti, contribuendo al riscaldamento globale e all’insalubrità pubblica, lasciando perdere il collegato stress di nonno e accompagnatore …….. 7 10 2009 ……………………….. e non è finita domani andiamo a Dolo per la visita nefrologica, che riparta tutto, poi …….nuovamente?!?
I read a few topics. I respect your work and added blog to favorites.
VS. INPS
ho inviato una email all’INPS di Venezia in mirito ai controlli straordinari dell’invalidità civile e conseguenti visite medico-fiscali (art. 80 decreto Brunetta n. 133/2008), indovinate dove sono tenute tali visite? Ovviamente a Venezia! città notoriamente comoda da raggiungere, per posteggiare e percorrere in carozzella …… attendo risposta!
sandro laz 6 giugno 2009
LA RISPOSTA E’ ARRIVATA CELERMENTE E SI CONFERMA CHE E’ POSSIBLE RICHIEDERE LA VISITA DOMICILIARE NELL’IMPOSSIBLITA’ DI RECARSI A VENEZIA.