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Perdí

PREPENSIONAMENTO 19/05/2010 La Camera ha approvato le norme per il prepensionamento!!!!

Mano-prepensionamento

IMPORTANTISSIMO!!

19/05/2010

APPROVATE LE NORME PER I LAVORATORI CHE ASSISTONO FAMILIARI DISABILI
L’Assemblea ha approvato il testo unificato delle proposte di legge Stucchi; Barbieri ed altri; Schirru ed altri; Volontè e Delfino; Osvaldo Napoli e Carlucci; Prestigiacomo; Ciocchetti; Marinello ed altri; Grimoldi ed altri; Naccarato e Miotto; Caparini ed altri; Cazzola ed altri; Commercio e Lombardo; Pisicchio, concernente Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili (C82 e abb.). Il provvedimento passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

FACCIOMOCI SENTIRE

RIPORTO UNO SCAMBIO DI EMAIL

RISPOSTA AD ALDO : ieri ho avuto contatti con un avvocato perchè se è giusto farci sentire con (Striscia), qualsiasi mezzo penso sia anche utile intraprendere le vie “legali” nel senso che se noi riteniamo che il prepensionamento per usura da lavoro di  cura sia un DIRITTO; se verifichiamo che questo diritto viene ad altri riconsosciuto per motivi meno pregnanti dei nostri, allora è utile che noi si eserciti anche il
diritto ad andare in pensione. Per fare questo bisogna fare la domanda di
pensione (ovviamente senza licenziarsi..), motivare la richiesta per cui ” a
parità di condizione ci sonio trattamenti diversi e discriminati nei confroni di lavoratori che assistono familiari conviventi con disabilità grave ” ,
attendere la rispinta e fare ricorso all’ente previdenziale. Si tratta di
pratiche amministartive che non costano nulla fino a questa fase; poi si
traterrà di mettere in piedi un movimento e verificare la possibilità di ricorrere al Presidente della Repubblica e alla Corte Costituzionale …ovviamente non garantiamo nulla! …  ma almeno ci siamo mossi e abbiamo posto con maggior forza e visibilità la questione  di diritto e di civiltà ….
ciao da sandro lazzaroni
—– Original Message —–

From: “pulvi.aldo” <pulvi.aldo@tele2.it>
To: “Handicap facilitazione per disabili e famiglie”
<retedisabili@libero.it>
Sent: Saturday, May 08, 2010 8:50 PM
Subject: Prepensionamento genitori disabili gravi

> Credo che far intervenire STRISCIA  al fine di evidenziare i nostri
> problemi e discutere
> sulla proposta di legge per il prepensionamento  sia una buona idea .
> Sono trascorsi 15 anni ormai , forse con l’intervento della televisione
> qualcosa si
> muoverà. Mi trovo d’accordo e fiducioso
> Grazie per avermi scritto e coinvolto , sono padre di un bambino
> diversamente abile che non
> puo’ compiere gli atti quotidiani della vita e spero che questa legge
> venga approvata al piu’ presto.
> Aldo Pulvirenti

 

NOVITA’ !  Dopo 15 anni di aspettative,hanno scelto quello peggiore,subdolo,vergognoso e discriminatorio.

Sono comunque contenta per le mamme che potranno andare in pensione mi auguro che con questo testo,ora per forza da firmare cosi com’è,altrimente c’èra il nulla, aiutereremo i promotori del comitato a lottare ancora. Per dirtene una, mio marito,è un privato, ha i requisiti,ma deve andare in pensione a 60 anni,ne ha 58 e 36 di contributi, ci andrà con gli scalini della riforma pensionistica. RINGRAZIO I NOSTRI POLITICI DEL LORO AIUTO E AGGIUNGO,VERGOGNATEVI.

saluti a tutti cinzia

ecco il nuovo testo di marzo 2010 !

ALLEGATO 2

Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili (C. 82 Stucchi, C. 322 Barbieri, C. 331 Schirru, C. 380 Volontè, C. 527 Osvaldo Napoli, C. 691 Prestigiacomo, C. 870 Ciocchetti, C. 916 Marinello, C. 1279 Grimoldi, C. 1377 Naccarato, C. 1448 Caparini, C. 1504 Cazzola, C. 1995 Commercio, C. 2273 Pisicchio).

NUOVO TESTO UNIFICATO ELABORATO DAL COMITATO RISTRETTO, ADOTTATO COME TESTO BASE

Art. 1.
(Esonero anticipato dal servizio nel settore pubblico).

1. All’articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, dopo il comma 3 è inserito il seguente:
«3-bis. La misura del trattamento economico temporaneo di cui al comma 3, primo periodo, è pari al settanta per cento del trattamento complessivamente goduto, per competenze fisse e accessorie, al momento del collocamento nella nuova posizione, anche per i dipendenti che si dedichino al lavoro di cura e di assistenza di familiari disabili in condizione di totale inabilità lavorativa, aventi una percentuale di invalidità uguale al 100 per cento, che assume connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e che necessitano di assistenza continua poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi di quanto previsto dalla tabella di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 1992».

Art. 2.
(Misure in favore dei lavoratori dipendenti o autonomi del settore privato).

1. In via sperimentale per il triennio 2010-2012, alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti o autonomi del settore privato, iscritti alle gestioni dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS), che si dedicano al lavoro di cura e di assistenza di familiari disabili in condizione di totale inabilità lavorativa, aventi una percentuale di invalidità uguale al 100 per cento, che assume connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e che necessitano di assistenza continua poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi di quanto previsto dalla tabella di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 1992, è riconosciuto, su richiesta, il diritto all’erogazione anticipata del trattamento pensionistico. Il diritto previdenziale di cui al presente comma è riconosciuto, a fronte di un periodo di costanza di assistenza al familiare convivente disabile pari almeno a diciotto anni, ai lavoratori che abbiano compiuto il sessantesimo anno di età e alle lavoratrici che


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abbiano compiuto il cinquantacinquesimo anno di età, a seguito del versamento e dell’accredito di almeno venti annualità di contributi previdenziali. Nel caso di handicap congenito, certificato da una struttura pubblica afferente al Servizio Sanitario Nazionale, la costanza di assistenza è comunque calcolata dalla data di nascita. Il diritto previdenziale di cui al presente comma è riconosciuto a condizione che il familiare disabile non sia stato ricoverato in modo continuativo in un istituto specializzato a tempo pieno, nei diciotto anni di cui al primo periodo, ovvero non risulti stabilmente ricoverato, alla data di entrata in vigore della presente legge, in un istituto specializzato a tempo pieno.
2. Il diritto di cui al comma 1 può essere goduto da un solo familiare convivente per ciascuna persona disabile, come definita ai sensi del medesimo comma 1, presente all’interno del nucleo familiare.
3. Ai fini del presente articolo, per lavoratore o lavoratrice si intende uno solo tra i seguenti soggetti: coniuge, genitore, fratello, sorella o figlio che convive e ha stabilmente convissuto con la persona disabile per il periodo di diciotto anni, come definito al comma 1, da comprovare mediante apposita certificazione storico-anagrafica rilasciata dal comune di residenza, e che svolge un’attività lavorativa. Il fratello o la sorella del familiare disabile possono beneficiare del diritto previdenziale di cui al comma 1 solamente se i genitori sono assenti o impossibilitati a prestare assistenza al familiare disabile per gravi motivi di salute, come attestato da apposita certificazione di morte o sanitaria rilasciata da una struttura pubblica afferente al Servizio sanitario nazionale, ovvero non convivano più con il familiare disabile, in quanto residenti in una località differente.

Art. 3.
(Modalità di riconoscimento dei benefici).

1. Ai fini del riconoscimento del diritto all’erogazione anticipata del trattamento pensionistico, i soggetti di cui all’articolo 2 presentano una apposita domanda all’INPS. Alla domanda, che riporta i dati anagrafici del richiedente e del familiare disabile assistito, sono allegati in originale o in copia conforme all’originale:
a) certificazioni di invalidità al 100 per cento, totale inabilità lavorativa e condizione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, relativi al disabile assistito, come definito all’articolo 2, comma 1, rilasciati dalle Commissioni Mediche preposte;
b) ulteriore certificazione comprovante lo stato di disabilità risultante da apposita certificazione sanitaria rilasciata da una struttura pubblica afferente al Servizio Sanitario Nazionale, qualora il periodo di costanza di assistenza al familiare disabile abbia avuto inizio precedentemente all’accertamento della disabilità da parte delle Commissioni Mediche preposte, fermi restando i requisiti di cui al comma 1 dell’articolo 2;
c) dichiarazione di appartenenza all’elenco dei soggetti come elencato al comma 3 dell’articolo 1 e, nel caso si tratti di fratello o sorella, certificazione di morte o di impossibilità, per gravi motivi di salute, del genitore ad assistere il figlio disabile, come risultante da apposita certificazione sanitaria rilasciata da una struttura pubblica afferente al Servizio Sanitario Nazionale;
d) certificato storico-anagrafico relativo alla convivenza nel periodo per il quale si richiede il beneficio, come definito all’articolo 2, comma 1;
e) certificazione del numero di annualità di contribuzione versate o accreditate in favore dell’assicurato e del numero di annualità di contribuzione versate nel periodo di assistenza al familiare disabile convivente, non inferiore ai limiti minimi di cui al comma 1 dell’articolo 2.

2. Fatte salve le sanzioni penali previste dalla legislazione vigente nel caso in cui il fatto costituisca reato, in caso di comprovata insussistenza dei requisiti relativi all’invalidità, alla totale inabilità lavorativa e alla condizione di gravità, richiesti ai sensi dell’articolo 2 della presente legge e dell’articolo 72, comma 3-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come inserito dall’articolo 1 della presente legge, si applica l’articolo 5, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698.
3. Le disposizioni di cui all’articolo 20 del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, e successive modificazioni, si intendono applicabili anche agli accertamenti circa la sussistenza dei requisiti relativi all’invalidità, alla totale inabilità lavorativa e alla condizione di gravità, richiesti ai sensi dell’articolo 2 della presente legge e dell’articolo 72, comma 3-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come inserito dall’articolo 1 della presente legge.

Art. 4.
(Copertura finanziaria).

1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, valutato in 85,2 milioni di euro per l’anno 2010, in 106,9 milioni di euro per l’anno 2011 e in 148,5 milioni di euro per l’anno 2012, si provvede mediante l’utilizzo delle risorse contenute in un apposito Fondo, costituito presso l’INPS.
2. Il Fondo di cui al comma 1 è alimentato, per gli anni 2010, 2011 e 2012, nei limiti degli importi di cui al medesimo comma 1, con l’aumento dal 17 per cento al 18 per cento dell’aliquota contributiva a carico dei titolari di pensione e dei collaboratori e professionisti iscritti, in via non esclusiva, alla gestione di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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testo PRECEDENTE  uscito a fine 2009. (INTERESSANTE IN CONFRONTO….)

Norme in favore di lavoratori con familiari gravemente

disabili. Testo unificato C. 82 Stucchi, C. 322 Barbieri, C. 331

Schirru, C. 380 Volontè, C. 527 Osvaldo Napoli,

C. 691 Prestigiacomo, C. 870 Ciocchetti, C. 916

Marinello, C. 1279 Grimoldi, C. 1377 Naccarato,

C. 1448 Caparini, C. 1504 Cazzola, C. 1995 Commercio,

C. 2273 Pisicchio.

(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 29 luglio 2009. Silvano MOFFA, presidente, segnala che non sono ancora pervenuti tutti i pareri delle competenti Commissioni sul testo unificato dei progetti di legge in titolo, come risultante dagli emendamenti approvati nel corso dell’esame in sede referente. Fa presente, infatti, che le Commissioni I e XII hanno espresso parere favorevole con osservazione, mentre la Commissione parlamentare per le questioni regionali ha espresso parere favorevole; al contrario, la V Commissione non ha ancora reso il parere di competenza. Avverte, pertanto, che occorre sospendere la seduta, in attesa degli esiti dell’esame in sede consultiva del provvedimento in titolo da parte della V Commissione, i cui lavori sono tuttora in corso di svolgimento. Sospende, quindi, la seduta, avvertendo che essa riprenderà non appena saranno pervenute notizie circa le determinazioni assunte dalla V Commissione.

La seduta, sospesa alle 15.55, è ripresa

alle 17.45.

Silvano MOFFA, presidente, comunica che la V Commissione – riunitasi in sede consultiva, in data odierna, anche a seguito dell’acquisizione della nuova relazione tecnica sul provvedimento, trasmessa dal Governo lo scorso 30 ottobre – ha ravvisato l’esigenza di approfondire ulteriormente i profili di carattere finanziario recati dal testo unificato delle proposte di legge in titolo, rinviando l’espressione del prescritto parere. Fa presente, peraltro, che tale decisione risulta da una lettera appena inviata dal Presidente della stessa V Commissione, che ha anche informato che essa ha stabilito di procedere all’audizione informale del presidente dell’INPS  e  del presidente dell’INPDAP, per avere chiarimenti sulla metodologia utilizzata per l’elaborazione dei dati su cui si basa la predetta relazione tecnica. Per tale ragione, ritiene che la XI Commissione – in assenza del parere della V Commissione, che risulta determinante a fronte del significativo onere recato dal testo unificato in questione, peraltro ulteriormente sovrastimato dalla citata relazione tecnica – non possa concluderne l’esame in sede referente per la data prevista dal calendario dei lavori dell’Assemblea, fissata per il 9 novembre prossimo. Prospetta, pertanto, al relatore e ai gruppi l’opportunità di rappresentare al Presidente della Camera la richiesta di un possibile rinvio dell’inizio della discussione in Assemblea del testo unificato delle proposte di legge in esame, anche in attesa di verificare i suggerimenti e le indicazioni che la stessa V Commissione potrà fornire nel seguito della sua istruttoria.

Teresio DELFINO (UdC), relatore, nel rammaricarsi anzitutto per il ruolo – che giudica sostanzialmente inesistente – svolto dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali nell’istruttoria del provvedimento in titolo, peraltro testimoniato anche dall’assenza di un rappresentante di tale dicastero alla seduta odierna, dichiara di non poter che condividere l’ipotesi testè prospettata dal Presidente, che risulta di fatto obbligata alla luce delle problematiche emerse dalla nuova relazione tecnica trasmessa dal Governo. Informa, inoltre, di avere personalmente partecipato anche agli odierni lavori della V Commissione, nel cui ambito ha  segnalato l’opportunità di prevedere anche l’audizione di rappresentanti delle associazioni interessate dal provvedimento in esame; avendo la presidenza di quella Commissione fatto notare che tali audizioni potrebbero più utilmente avere luogo presso la Commissione di merito, ritiene importante che – al termine delle previste audizioni informali che si svolgeranno in V Commissione – possa concordarsi anche su un rapido ciclo di audizioni dei predetti soggetti presso la XI Commissione. Marialuisa GNECCHI (PD) auspica che, in vista delle previste audizioni informali dei presidenti di INPS e INPDAP, che si svolgeranno in V Commissione, sia possibile richiedere una indicazione specifica, in termini di previsione di spesa, delle singole ipotesi contemplate dal testo unificato in esame, riferendosi, ad esempio, ai casi di contribuzione volontaria di cui all’articolo 3. Ritiene, infatti, che una puntuale disamina dei calcoli, che siano suddivisi in modo preciso, possa contribuire a rendere più chiari gli elementi di valutazione per la Commissione, anche a fini di una eventuale modifica del testo. Silvano MOFFA, presidente, in considerazione degli elementi emersi dal dibattito e delle determinazioni che risultano assunte all’unanimità da parte della V Commissione, fa presente che sarà conseguentemente rappresentata al Presidente della Camera la richiesta di rinvio dell’inizio della discussione in Assemblea del testo unificato delle proposte di legge in esame. La Commissione conviene all’unanimità sulla proposta del Presidente. Silvano MOFFA, presidente, rinvia i seguito dell’esame ad altra seduta. La seduta termina alle 17.55.

4 novembre 2009

Norme in favore di lavoratori con familiari gravemente

disabili. Testo unificato C. 82 Stucchi, C. 322 Barbieri, C. 331

Schirru, C. 380 Volontè, C. 527 Osvaldo Napoli,

C. 691 Prestigiacomo, C. 870 Ciocchetti, C. 916

Marinello, C. 1279 Grimoldi, C. 1377 Naccarato,

C. 1448 Caparini, C. 1504 Cazzola, C. 1995 Commercio,

C. 2273 Pisicchio.

(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 29 luglio 2009. Silvano MOFFA, presidente, segnala che non sono ancora pervenuti tutti i pareri delle competenti Commissioni sul testo unificato dei progetti di legge in titolo, come risultante dagli emendamenti approvati nel corso dell’esame in sede referente. Fa presente, infatti, che le Commissioni I e XII hanno espresso parere favorevole con osservazione, mentre la Commissione parlamentare per le questioni regionali ha espresso parere favorevole; al contrario, la V Commissione non ha ancora reso il parere di competenza. Avverte, pertanto, che occorre sospendere la seduta, in attesa degli esiti dell’esame in sede consultiva del provvedimento in titolo da parte della V Commissione, i cui lavori sono tuttora in corso di svolgimento. Sospende, quindi, la seduta, avvertendo che essa riprenderà non appena saranno pervenute notizie circa le determinazioni assunte dalla V Commissione.

La seduta, sospesa alle 15.55, è ripresa

alle 17.45.

Silvano MOFFA, presidente, comunica che la V Commissione – riunitasi in sede consultiva, in data odierna, anche a seguito dell’acquisizione della nuova relazione tecnica sul provvedimento, trasmessa dal Governo lo scorso 30 ottobre – ha ravvisato l’esigenza di approfondire ulteriormente i profili di carattere finanziario recati dal testo unificato delle proposte di legge in titolo, rinviando l’espressione del prescritto parere. Fa presente, peraltro, che tale decisione risulta da una lettera appena inviata dal Presidente della stessa V Commissione, che ha anche informato che essa ha stabilito di procedere all’audizione informale del presidente dell’INPS  e  del presidente dell’INPDAP, per avere chiarimenti sulla metodologia utilizzata per l’elaborazione dei dati su cui si basa la predetta relazione tecnica. Per tale ragione, ritiene che la XI Commissione – in assenza del parere della V Commissione, che risulta determinante a fronte del significativo onere recato dal testo unificato in questione, peraltro ulteriormente sovrastimato dalla citata relazione tecnica – non possa concluderne l’esame in sede referente per la data prevista dal calendario dei lavori dell’Assemblea, fissata per il 9 novembre prossimo. Prospetta, pertanto, al relatore e ai gruppi l’opportunità di rappresentare al Presidente della Camera la richiesta di un possibile rinvio dell’inizio della discussione in Assemblea del testo unificato delle proposte di legge in esame, anche in attesa di verificare i suggerimenti e le indicazioni che la stessa V Commissione potrà fornire nel seguito della sua istruttoria.

Teresio DELFINO (UdC), relatore, nel rammaricarsi anzitutto per il ruolo – che giudica sostanzialmente inesistente – svolto dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali nell’istruttoria del provvedimento in titolo, peraltro testimoniato anche dall’assenza di un rappresentante di tale dicastero alla seduta odierna, dichiara di non poter che condividere l’ipotesi testè prospettata dal Presidente, che risulta di fatto obbligata alla luce delle problematiche emerse dalla nuova relazione tecnica trasmessa dal Governo. Informa, inoltre, di avere personalmente partecipato anche agli odierni lavori della V Commissione, nel cui ambito ha  segnalato l’opportunità di prevedere anche l’audizione di rappresentanti delle associazioni interessate dal provvedimento in esame; avendo la presidenza di quella Commissione fatto notare che tali audizioni potrebbero più utilmente avere luogo presso la Commissione di merito, ritiene importante che – al termine delle previste audizioni informali che si svolgeranno in V Commissione – possa concordarsi anche su un rapido ciclo di audizioni dei predetti soggetti presso la XI Commissione. Marialuisa GNECCHI (PD) auspica che, in vista delle previste audizioni informali dei presidenti di INPS e INPDAP, che si svolgeranno in V Commissione, sia possibile richiedere una indicazione specifica, in termini di previsione di spesa, delle singole ipotesi contemplate dal testo unificato in esame, riferendosi, ad esempio, ai casi di contribuzione volontaria di cui all’articolo 3. Ritiene, infatti, che una puntuale disamina dei calcoli, che siano suddivisi in modo preciso, possa contribuire a rendere più chiari gli elementi di valutazione per la Commissione, anche a fini di una eventuale modifica del testo. Silvano MOFFA, presidente, in considerazione degli elementi emersi dal dibattito e delle determinazioni che risultano assunte all’unanimità da parte della V Commissione, fa presente che sarà conseguentemente rappresentata al Presidente della Camera la richiesta di rinvio dell’inizio della discussione in Assemblea del testo unificato delle proposte di legge in esame. La Commissione conviene all’unanimità sulla proposta del Presidente. Silvano MOFFA, presidente, rinvia i seguito dell’esame ad altra seduta. La seduta termina alle 17.55.

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122 Commmenti

  1. Pippo

    Ciao Sandro,sono Pippo,ho 50 anni e sono impiegato in un’azienda privata da 35 anni.Ho un figlio disabile di 26 anni.Posso usufruire della legge del prepensionamento? Grazie…Saluti
    risposta 4 giugno 2010
    Caro Pippo la legge non è ancora passata, ma tu saresti bloccato dall’età: era più giusto metter solo il limite deglia anni lavorati (per me)
    ciao da sandro, comunque vediamo come va a finire … e facciamoci sentire, magari se levano un pò di auto blu (sono oltre 600.000!!!!), rimane qualche fondo da decare a casi come il tuo con oltre 35 anni di lavoro ( le auto blu sembra che costino 30 miliardi all’anno e nessuno, o pochi, dicono qualcosa !!!!!)
    ciao da sandro lazzaroni

  2. fernando

    Lettera inviata al Ministro Brunetta

    Gentile Onorevole,

    con riferimento alle “Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili” (A.C. 82 Stucchi ed altri), trasmesse al Senato per le necessarie valutazioni, comunico il mio apprezzamento per il lavoro svolto dai parlamentari al fine di pervenire all’attuale nuovo testo unificato che integra il vigente art.72 della Legge 133/2008 (ex D.L. 112/2008).
    Come è noto, detto articolo (comma 1) non considera una serie di comparti dell’Amministrazione Pubblica (Scuola, Servizio Sanitario Nazionale e le Autonomie Locali, ovvero le Regioni e gli enti locali: Provincie e Comuni).
    Tuttavia appare inverosimile che il comparto di appartenenza di un dipendente pubblico (avente familiari gravemente disabili) possa rappresentare una discriminante verso l’accesso alla fruizione delle norme in favore dei lavoratori che assistono detti familiari.
    E’ certamente condivisibile, anche a prescindere dalle attuali vicende economiche, che lo Stato necessiti di economie ma, le materie di cui si discute, “Ordinamento civile” e “Previdenza sociale”, di competenza esclusiva dello Stato anche dopo la riforma del titolo V della Costituzione, hanno sempre trovato sostanziale omogeneità di applicazione in tutto il pubblico impiego.
    Mi dispiace dover riportare il mio caso (ho qualche difficoltà a parlarne) anche perché immagino che altri cittadini abbiano situazioni anche peggiori, ma ritengo che il caso possa, proprio per tale ragione, essere utile alla comprensione dei problemi che il testo unificato A.C. 82 si propone di risolvere.
    Nella mia famiglia, composta da quattro persone conviventi, tre di queste sono disabili in situazione di gravità (art 3, comma 3, Legge 104/92) nonchè invalidi civili al 100%.
    Mio padre, Vincenzo (94 anni), lotta da 10 anni con un tumore, mia madre Filomena (91 anni), cardiopatica con ossigeno e carrozzella sempre al seguito; queste persone “dovrebbero” assistere mio fratello (Paolo), di anni 65, affetto da sindrome di down.
    Infine me stesso (anni 57) dipendente regionale con 35 anni di anzianità contributiva (escluso, per comparto!, dalle norme a favore dei lavoratori che assistono familiari disabili).
    Mio padre e mia madre, entrambi ex dipendenti dello Stato, per 42 anni hanno dato nel lavoro (prima e dopo la guerra) tutto ciò che potevano, ricordo mia mamma che durante la pensione, a titolo totalmente gratuito, ha continuato a insegnare, ancora per alcuni anni, la lingua inglese ai bambini nella scuola elementare. Mio fratello Paolo, dai 10 ai 15 anni, ha imparato a leggere e scrivere presso la scuola (“differenziale”) “Gesu Nazareno” di Sassari. Appena ha raggiunto l’età indicata, la scuola si è rifiutata di tenerlo e prima e dopo quel momento ha comunque provveduto la famiglia. Mio padre, data la situazione familiare, ha sempre svolto contestualmente più di un lavoro, l’ha fatto certamente per il benessere della famiglia, ma anche perché era necessario mentre io, da bambino, ho vissuto le derisioni dei compagni per quel fratello così diverso, all’insegna dell’inciviltà che i miei genitori combattevano con il loro lavoro di insegnanti e all’insegna degli odiosi luoghi comuni riassunti nel detto popolare “la spina allo zoppo”.
    Ho letto che il costo di un disabile affidato alle strutture pubbliche (oggi esistono ancora?) è pari a circa € 25.000 all’anno e mi chiedo …..se affidassi la mia famiglia a tali strutture (?).… lo Stato spenderebbe € 75.000/annui e io potrei andare a lavorare tranquillamente anziché, come ho dovuto fare, chiedere i due anni di congedo parentale perdendo così la liquidazione relativa a tale periodo oltre (credo), alla tredicesima.
    Mi consenta alcuni interrogativi: se il citato art.72 fosse riferito, in primis, ai dipendenti pubblici che hanno familiari handicappati in stato di gravità, nonchè invalidi civili al 100%, lo Stato percepirebbe comunque i medesimi benefici economici derivanti dall’attuale formulazione di detto articolo ?
    L’art. 72 (L.133/2008) dal 1° al 5° comma, non è stato cosi formulato (fra altre motivazioni) affinchè lo Stato realizzi una economia variabile dal 30% al 50% sullo stipendio di ciascun dipendente che accede all’esonero?
    Qual è il vulnus economico, per lo Stato, nel caso si riferisse tale articolo, in primis come detto, ai dipendenti con familiari handicappati?
    Quante sono le famiglie italiane in una situazione similare alla mia ?
    Quale sarebbe l’indice di riconoscenza sociale (per dirla in termini moderni “di popolarità”) per il ministro che iscrivesse il suo nome in una legge (attesa da oltre 15 anni) orientata in tal senso?
    Ricordo alcune Sue parole (memorabili) nella quale Lei, Signor Ministro, ha detto: “io povero, non bello e non ricco, ho fatto il culo al mondo”, ebbene Lei, Signor Ministro, è un esempio di ciò che i cittadini comuni si aspettano dai propri governanti ovvero, la loro presenza ai vertici dello Stato, per meriti propri e nell’equo interesse dei propri simili.
    Accade anche, purtroppo, ad altri cittadini che come Lei hanno dato il meglio di se nella vita, che sia il mondo o il caso a far loro un fondoschiena grande così …. e per tutta la loro esistenza.
    Certo non Le dico nulla di nuovo nell’affermare, in barba agli odiosi luoghi comuni propri di parte della attuale stampa giornalistica, che il livello che conta è quello che si raggiunge con l’agire positivo verso gli estranei nostri simili.
    Ora come allora, un comune cittadino si attende dai rappresentanti politici quel medesimo impegno di sensibilità che ha vissuto nella propria esperienza familiare, almeno per questi versi positiva.
    Mi indigna profondamente in quell’apparenza di “Stato moderno, civile e democratico”, la rottamazione silenziosa di alcune categorie di anziani disabili, attuata col silenzio del legislatore verso una evidente disparità di trattamento.
    Per quel concetto di equità che appartiene alle persone intellettualmente oneste, concetto che al momento, nell’apparente sentire comune, può essere “tranquillamente” superato dai “prioritari” fattori economici, anche a danno dell’applicazione della medesima tutela verso cittadini nelle medesime condizioni, La prego di valutare, Signor Ministro, un possibile impegno per riferire l’art. 72 della legge 133/2008, in primis, ai dipendenti pubblici che hanno in famiglia le situazioni prospettate a prescindere dal comparto pubblico di appartenenza.
    Certamente le necessità del bene comune guida il Suo agire ma La invito a lasciare una più profonda traccia di se stesso nelle leggi del nostro paese con un momento di riflessione verso coloro che , ormai negli ultimi anni dalle loro vita, oltre ad aver contribuito onestamente alla crescita civile dello Stato, hanno contestualmente vissuto difficoltà certamente non comuni, logorandosi (non certo e non solo per il lavoro) nelle sfortunate situazioni familiari dovute alla presenza di persone gravemente disabili.
    Non so se queste righe supereranno il vaglio dei suoi assistenti e mi domando se la mia voce potrà mai pervenire a Lei e alla coscienza dei legislatori, quale che sia la loro fede politica.
    Onestamente Le dico che quando penso alle estreme difficoltà di quelle famiglie che hanno i miei stessi problemi, ma condizioni economiche peggiori, mi vengono in mente alcune parole della marsigliese “aux armes citoyens”.
    I familiari handicappati non hanno bisogno solo di una badante (chi può permetterselo), ma hanno necessità della vicinanza fisica e psicologica di un familiare “attivo” all’interno e all’esterno del nucleo.
    Intendo precisare che questa nota non è e non vuol esser una critica al Suo agire ma, semplicemente, un momento comune di riflessione sulla qualità della vita di alcune famiglie italiane.

    Sursum corda,

    Con osservanza, Signor Ministro.

    Sassari, 25 maggio 2010.
    Fernando.

  3. è brutto vedere questi problemi irrisolti! spero ch dio possa perdonarei politici che non hanno cuor!e

    risposta da un ateo come me …. 26 maggio 2010

    Dio perdonerà questi politici, ma anche tutti noi, non perchè ci pentiremo l’ultimo ora dell’ultimo giorno della nostra vita. Troppo comodo, ma perchè avremo cercato il bene nel corso di tutta la vita, lottando per i diritti e rispettando i doveri: qui e ora! I nostri politici e governanti li vedo proprio mal messi, ma anche il popolo non scherza …..
    Un incoraggiamento dai Beatles: “And in the end The love you take Is equal to the love you make” .. e alla fine l’amore che riceverai sarà eguale all’amore che hai dato …….
    saluti e coraggio da sandro

  4. rosanna baccifava

    Sicuro che la Camera ha approvato le norme per il prepensionamento dei genitori con figli disabili gravi 100% ? .
    Se è così, ci sono valide speranze che fra qualche mese passi al Senato e poi venga pubblicato alla gazzetta ufficiale. Resta solo aspettare fiduciosi.

    risposta 26 maggio 2010

    la legge ha passato un ramo del parlamento ora (quando?) deve andare alla Camera …. con questi chiari di luna (vedi sotto) non ce da aspettare fiduciosi… anzi bisogna farsi sentire e porre la questione anche sul piano “economico”, ad es. parlando delle risorse impegante dalle famiglie per la cura della disabiltià dei loro cari accollandosi servizi che spetterebbero alla stato e alla fiscalità generale!
    E’ il momento di urlare! altrimenti succede anche questo:
    “(testo email invita oggi alla Camera dei Deputati)
    All’On. Maurizio Lupi,
    questa sera (25 maggio 2010),l’ho ascoltata a Ballarò. Lei ha esordito con un intervento sulla manovra economica, a partire dalla denuncia come spreco per l’enorme numero di invalidità (2,6 milioni) che sarebbero presenti nel nostro paese. Tra queste ci sarebbero 1,6 milioni di pensioni agli “accompagnatori”? … Per un costo totale di 16 miliardi di euro/anno … In qualità di presidente di una piccola onlus che si occupa di disabilità (www.handicapfacilitazione.it). Gentile On. spero di averla fraintesa, di aver capito male …. Lei sa cosa sono le pensioni di accompagnamento e a chi vengono riconosciute? Se ce ne sono di false è compito dei pubblici controlli scoprirle, fino a prova contraria sono tutte vere! .. Sul colpire i falsi invalidi siamo tutti d’accordo! Specie chi come me ha una figlia disabile grave dalla nascita e oggi ha 23 anni …. sa quanto ci costa la disabilità in servizi che deve fare la famiglia al posto di quelli pubblici e/o privati inesistenti? Quanto ci costa in salute per usura da lavoro di cura? Vorrei tanto che Lei chiarisse pubblicamente questa sua posizione e frase infelice perché spara zero contro i più deboli…. Lei è anche un cattolico praticante, impegnato nella difesa degli ammalati, dei più deboli, della vita e delle famiglie, come le nostre? In queste famiglie assistiamo per tutta la vita figli con disabilità grave e gravissima. Per noi non c’è pensione e meritato riposo … ed infine un dato sul costo di queste pensioni: le auto blu non costano circa 16 miliardi all’anno? Può verificare onorevole ? Le eliminiamo? Sono veri bisogni queste auto blu, più delle nostre pensioni di accompagnamento? E i 16-18 miliardi previsti per i nuovi cacciabombardieri … spesa utile?
    la ringrazio per l’attenzione
    Sandro Lazzaroni pres.te Sos Handicap Bambini Invisibili onlus”.

  5. Angelo V.

    Sono padre di una bambina disabile di anni 20 ho cinquantatre anni compiuti e 38 di contributi
    versati vorrei sapere se rientro nella nuova legge di prepensionamento.
    Cordiali saluti.

    risposta 24 maggio 2010
    c’è differenza tra settore pubblico e privato; devono esserci almeno 18 anni di assistenza al familiare disabile (grave quindi da almeno 18 anni); poi c’è un limite di età 60 per gli uomini e 55 per le donne; se sei nel settore pubblico con più di 35 anni di servizio invece potresti andare perchè mi sembra che non sia il limite di età; comunque controlla il testo della legge c’è anche nel ns. sito ed in ogni caso deve passare anche al senato e essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
    saluti da sandro lazzaroni

  6. Ciro

    Ciao Sandro,ho 55 anni inpiegato in un azienda privata da 32, genitore di due figli disabili gravi di cui uno di 26 anni disabile dalla nascita . Sono molto stanco e amareggiato.Quando potrò andare in pensione? Cordiali saluti

    Ciro
    risposta del 22 maggio 2010
    se passa anche al senato la legge potresti andare subito dato che hai i requisiti dei 20 anni di lavoro e 18 di assistenza … quello che però non ho capito è con che importo? il che non è che sia un problema secondario …
    ciao e resisti!
    sandro

  7. Rosanna

    Bene per l’approvazione alla Camera della proposta di legge sul prepensionamento| Non ho capito però, se riguarderà tutti i lavoratori pubblici e privati o se rimarranno esclusi insegnanti e dipendenti di enti locali.
    Cordiali saluti.
    Rosanna
    risposta 22 maggio 2010
    con modalità diverse riguarda tutti i settori anche i lavoratori autonomi
    saluti da sandro

  8. rita

    ho 56 anni e 33 di servizio mio marito è un portatore d’handicap gravissimo da 16 anni posso andare in prepensionamento inoltre ho un’invalidità del 60% grazie cordiali saluti

    risposta 16 maggio vedi sotto

  9. gesuino

    Sono un insegnante genitore di un ragazzo di 25 anni disabile dalla nascita con percentuale 100%.Ho 32 anni di servizio,anch’io sono invalido all’80 %.Quando potrò andare in pensione? Grazie a chi potrà
    aiutare

    risposta 15 maggio 2010
    non c’è ancora la legge e bisogna che ci aiutiamo da noi stessi e tra noi ……
    saluti da sandro lazzaroni

    • Donato S.

      Egregio insegnante,
      Le rammento che nella sua situazione può già godere del diritto al congedo straordinario in virtù della Sentenza della Corte Costituzionale N. 19, 30 gennaio 2009 che Le consente di assentarsi per un periodo di 24 mesi con retribuzione al 100%, ossia senza decurtazione alcuna dello stipendio, e che può utilizzare in maniera continuativa o saltuaria, secondo le sue necessità: con o senza interruzioni temporali; sarà Lei a decidere le modalità. Successivamente, quando sarà concluso l’iter parlamentare relativo al comma 3 bis, art. 72, decreto legge 25 giugno 2008, se ho letto bene, Lei potrà godere di un “esonero” anticipato dal servizio nel settore pubblico “sine die”, con retribuzione del 70 % del trattamento complessivamente goduto e poi raggiungere tranquillamente l’età per il trattamento di quiescenza.
      Spero di esserLe stato di aiuto.
      interlocuzione 24 maggio 2010
      caro Donato, hai capito il calcolo del prepensionamento disabili nel settore privato?
      ciao e grazie da sandro lazzaroni

  10. Sono nonno e, affidatario di Noemi bamina invalida al 100% ….Danno da vaccino non riconosciuto.

    Ho 57 anni e sono lavoratore autonomo (artigiano)Se la legge per il prepenzionamento è passata.
    Aiutatemi a capire,come devo fare e a chi? e cosa devo scrivere. (sul pc non sono bravo,me la cavo poco. ..Vi ringrazio anticipatamente. Olindo Ferrara.
    risposta 5 maggio 2010
    la legge non è passata e non era molto chiara la parte che riguardava i lavoratori autonomi
    saluti da sandro lazzaroni
    p.s. interessate le organizzazioni di categoria sul problema

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