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Perdí

L’apprendimento mediato e il metodo Feurstein

Reuven-Feuerstein

L’ e IL METODO

1. chi è reuven Feuerstein

Docente di Psicologia dell’Educazione presso l’Università di Bar Ilan di Tel Aviv e adjunct professor presso il George Peabody College della Vanderbilt University di Nashville (Tennessee), Reuven Feuerstein dirige oggi in Israele il Centro di Ricerca per lo Sviluppo del Potenziale di Apprendimento (ICELP). Nato in Romania, quando questa fu occupata Feuerstein fu internato in un campo di concentramento. Ritornato a Bucarest, intraprese una lunga carriera di studi che si concluse con il dottorato in psicologia presso la Sorbona nel 1970.

Partito alla fine della seconda guerra mondiale alla volta del futuro Stato di Israele, qui cominciò ad occuparsi, all’interno dell’Organizzazione Aliyah per la Gioventù, dei giovani che affluivano da ogni parte del mondo. Tra il 1950 e il 1954 egli esaminò e avviò all’istruzione migliaia di adolescenti provenienti da Asia, Europa, Africa, assistiti dall’Organizzazione nei campi di raccolta. A contatto con bambini adolescenti di cui tutto si poteva pensare tranne che avessero goduto di condizioni di vita – e quindi di occasione di apprendimento – paragonabili a quelle dei bambini normali, prese corpo la prima formulazione della teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale. Quale forza – Feuerstein si chiese – permetteva a bambini e adolescenti segnati da esperienze così tragiche, di dimenticare il dramma, di credere di nuovo nella giustizia, di provare una forte motivazione all’apprendimento? Come potevano quei bambini tornare a una vita di giochi, di gioia e di studio? Solo un’intrinseca capacità di modificazione rende possibili questi incredibili cambiamenti. Di fronte a quei ragazzi in cui era possibile cogliere la modificabilità umana in atto, egli maturò la convinzione che l’uomo è in grado di automodificarsi in modo molto più significativo di quanto comunemente si creda. A partire dai primi studi sugli adolescenti provenienti dai paesi del Nord Africa, che risalgono agli anni cinquanta, Feuerstein e i suoi collaboratori elaborarono un sistema di valutazione del potenziale di apprendimento (L.P.A.D.) e un programma di intervento cognitivo (P.A.S.), alternando continuamente riflessione teorica, osservazione clinica e attività pratica per l’applicazione degli strumenti e per la formazione di docenti, consulenti e supervisori. Oggi egli lavora in collaborazione con università e centri di ricerca in tutto il mondo per l’applicazione dei suoi programmi non solo in ambiti scolastici e sociosanitari, ma anche nei settori dell’industria, del commercio e della formazione professionale. L’attività iniziata all’interno dell’organizzazione Aliyah per la gioventù e poi presso l’H.W.C.R.I. è culminata nel 1992 con l’apertura dell’I.C.E.L.P. (International Center for the Enhancement of Learning Potential), un centro di ricerca, formazione e terapia con la finalità di aiutare bambini, adolescenti e giovani adulti a raggiungere il più elevato livello di funzionamento cognitivo possibile. Nel quadro di riferimento generale costituito dalla teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale e della pedagogia della Mediazione, con un approccio spiccatamente interdisciplinare, l’I.C.E.L.P. svolge alcune funzioni strettamente correlate: la ricerca pedagogica e didattica, la formazione degli insegnanti e degli operatori, l’intervento terapeutico e di sostegno ai soggetti interessati e alle loro famiglie. All’interno del Centro sono attivati diversi istituti, ognuno dei quali sviluppa un particolare settore di ricerca, dagli studi sulla valutazione del potenziale, sul P.A.S., sulla mediazione e sugli ambiente modificanti, sui disturbi del linguaggio e della comunicazione, sulla dislessia fino agli interventi sulla famiglia, dall’alimentazione alla terapia medica, ai servizi diagnostici e riabilitativi per soggetti affetti da sindrome di Down. Nel 1999 il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Torino ha conferito a Reuven Feuerstein la laurea honoris causa.

2. CHE COS’ E’ LA PEDAGOGIA DELLA MEDIAZIONE

Di “mediazione” hanno parlato pedagogisti e psicologi, filosofi e psicoanalisti che hanno fatto più o meno esplicito riferimento alla presenza di un intermediario nella relazione pedagogica. La ricerca educativa – da Vygotskij a Piget, da Bruner a Bateson a La Garanderie – ha approfondito l’analisi delle variabili all’interno del modello di apprendimento costituito da S (stimolo), O (organismo/soggetto in apprendimento) e R (risposta), individuando di volta in volta strutture di mediazione che organizzino sia lo stimolo sia le risposte e facilitino quindi un corretto funzionamento del pensiero nel soggetto che apprende. Per il prof. Feuerstein, il mediatore è colui che funge da intermediario tra un sapere e colui che impara. Il mediatore agisce in modo che tutti gli stimoli divengano conoscenze; egli offre ai discenti la possibilità di imparare a raccogliere, interpretare e organizzare le informazioni ricevute dall’ambiente e, di conseguenza, di rendersi via via autonomi nell’apprendimento, capaci di adattarsi con flessibilità a tutte le situazioni nuove.

La mediazione è qualità della comunicazione, sia all’interno di un sistema gerarchicamente costituito, sia nelle relazioni tra pari. La pedagogia della mediazione diventa dunque pedagogia del processo di comunicazione, che si fa più ricco e intenzionalmente volto alla modificazione cognitiva di chi apprende. All’interno della corrente mediativa, Reuven Feuerstein si distingue per il fatto di avere messo a punto uno strumento capace di determinare la capacità di apprendimento di un individuo, il suo livello di modificabilità ed i suoi bisogni di mediazione (L.P.A.D. ); un programma strutturato che consente il recupero delle carenze cognitive responsabili delle difficoltà di apprendimento (P.A.S.); dei Criteri di Mediazione, ovvero dei comportamenti del mediatore che favoriscono le interazioni, sviluppando la dinamica della comunicazione e la capacità di apprendimento del soggetto.

3. Che cos’ E’ L’ L.P.A.D. ( LEARNING Propensity ASSESSMENT DEVICE – l.p.A.d. )

L’L.P.A.D., Batteria per la valutazione della propensione all’ apprendimento, propone un approccio dinamico alla valutazione basato sulla teoria della modificabilità cognitiva strutturale, intesa come la capacità degli esseri umani di modificare la struttura stessa del loro funzionamento cognitivo al fine di adattarsi a nuove situazioni di vita. Fondamentalmente l’LPAD è stato concepito in modo tale da opporsi radicalmente agli insegnamenti metodologici degli psicometristi. Questi ultimi si propongono di solito di testare in un momento dato il livello di funzioni che sono considerate come caratteristiche stabili e immutabili dell’individuo; con l’LPAD ci si propone invece di valutare la modificabilità di queste stesse funzioni. I test classici di misurazione dell’intelligenza sono di solito costruiti in modo tale da non essere utilizzabili per valutare la modificabilità, perché non offrono le tecniche necessarie per considerare il potenziale o i processi logici. Al contrario, nel corso della somministrazione dell’LPAD, l’esaminatore ricava indicazioni grazie alle quali può osservare, con tutto il rigore richiesto, la malleabilità e la plasticità dell’una o dell’altra funzione, la mobilitazione necessaria a produrre una modificazione, la facilità con la quale le funzioni potenziate vengono applicate a nuovi compiti. Queste indicazioni costituiscono un quadro di riferimento che permette di elaborare inferenze sul livello di apprendimento del soggetto.

L’L.P.A.D. si articola in tre fasi, che si attuano in tre momenti procedurali:

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>Pre test:si misura il livello di funzionamento manifesto. In questa prima fase l’LPAD consiste nella somministrazione di test. Il risultato ottenuto rivela il livello di funzionamento in atto: si osserva il comportamento spontaneo del soggetto, il punto di partenza.

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>Mediazione di apprendimento: si esplorano le condizioni alle quali si è ottenuto il livello di funzionamento manifesto. In questa fase il valutatore indaga in che modo le funzioni cognitive sono state utilizzate nel corso della soluzione di un problema preciso.

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>Post-test: si valuta la modificabilità propriamente detta. L’esaminatore fornisce apporti supplementari, per cambiare le strutture cognitive. L’effetto di questo apporto personalizzato dà luogo a sua volta a una valutazione: in qual misura esso viene riutilizzato dal soggetto, quali sono le conseguenze sul funzionamento manifesto?

L’LPAD non insegna a fare qualcosa, ma valuta se il soggetto è modificabile, se è cambiato, come si è verificato il cambiamento nel corso della relazione, e interpreta il funzionamento del soggetto in funzione del cambiamento.

Quali sono gli obiettivi dell’LPAD?

Con l’L.P.A.D. si vogliono evidenziare le abilità cognitive di un soggetto attraverso una serie di mediazioni che ne rivelano le capacità di apprendimento e di adattamento; gli obiettivi sono:
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<!–[endif]–>

  • identificazione delle funzioni cognitive ampiamente sviluppate;
  • identificazione delle funzioni cognitive carenti;
  • valutazione della ricettività all’apporto di informazioni, principi di analisi e di ragionamento e principi strategici che guidano alla soluzione del problema;
  • valutazione dell’ampiezza degli investimenti che possono porre rimedio alle funzioni carenti.

A chi può risultare utile l’LPAD?

L’ L.P.A.D. può essere somministrato a individui che presentano disabilità di apprendimento; a studenti con persistenti difficoltà in alcune discipline; a individui con sindrome di Down o altri deficit congeniti; a individui interessati ad approfondire l’analisi del proprio stile cognitivo, per raggiungere livelli di prestazione più elevati, anche in situazione di alta complessità e astrazione.

Qual è il ruolo del valutatore LPAD?

Il valutatore L.P.A.D. ha innanzitutto il compito di proporre condizioni interne ed esterne ottimali che consentano al valutato di manifestare il suo potenziale di apprendimento in tutta la sua ampiezza: egli allunga il tempo impartito; fa controllare l’ansia; intensifica la motivazione e mette in atto tutti gli interventi che possono creare le condizioni più favorevoli allo svolgimento del compito. In un secondo tempo stimola il soggetto, attraverso il processo di mediazione, ad assumere comportamenti non ancora presenti nel suo repertorio cognitivo. Tutta la sua attenzione è concentrata, piuttosto che sui risultati ottenuti, sui processi messi in atto nel corso di un apprendimento che viene osservato nel momento in cui si realizza.

Che cos’è l’ L.P.A.D. BASIC?

L’ L.P.A.D. Basic si riferisce a situazioni in cui le funzioni cognitive di base sono mancanti o latenti o si sono strutturate in modo inadeguato. In tal senso, questa valutazione si dimostra molto adatta ai bambini in età prescolare, ma lo è anche nelle situazioni di grave deficit cognitivo da disordine neurologico (ad esempio nelle Paralisi Cerebrali Infantili) e nelle patologie neurologiche sindromiche di soggetti in età più avanzata. La caratteristica particolarmente interessante del Basic è che, nonostante valuti abilità che sono più vicine ad elementi dell’intelligenza senso-motoria, lo fa utilizzando un setting strettamente cognitivo, che spinge ad esempio il bambino ad alti livelli di astrazione, a riprova dei forti contenuti rappresentazionali del pensiero infantile. Come l’ L.P.A.D. classico, evidenzia le abilità cognitive attraverso una serie di mediazioni che rivelano le capacità di apprendimento e di adattamento dell’individuo.

4. Che cos’ è il Programma di arricchimento strumentale ( P.A.S. )

Il Programma di Arricchimento Strumentale (P.A.S.) è un programma di educazione cognitiva elaborato negli anni Cinquanta dal professor Feuerstein. Il programma è stato successivamente utilizzato con successo in settanta Paesi ( e tradotto in 16 lingue ), come strumento per l’accrescimento del potenziale di apprendimento in individui svantaggiati o provenienti da ambienti ad alto rischio.

I materiali del P.A.S. sono organizzati in 14 eserciziari, detti Strumenti, che comprendono esercizi carta-matita focalizzati su specifiche aree cognitive, come la percezione analitica, lorientamento nello spazio e nel tempo, il comportamento comparativo, la classificazione, ecc. Tali esercizi vengono mediati da un applicatore P.A.S. autorizzato e possono essere svolti in classe o allinterno di un intervento individuale o di un progetto di recupero.

La padronanza negli esercizi del P.A.S. non è mai il frutto di un apprendimento meccanico o la riproduzione di un’abilità appresa; essa riguarda sempre l’applicazione di regole, principi o strategie in esercizi diversi. Così il P.A.S. rinforza sistematicamente le funzioni cognitive che mettono in grado i discenti di definire problemi, operare connessioni e cogliere relazioni, di motivare se stessi e migliorare il proprio metodo di lavoro, in altre parole di pensare in modo efficace. Deliberatamente privi di specifici riferimenti a materie scolastiche, gli esercizi del P.A.S. si propongono di essere trasferibili a tutte le situazioni di vita: in questo modo i discenti sviluppano l’abilità di applicare le loro funzioni cognitive a ogni problema o situazione che richieda ragionamento.

Quali sono gli obiettivi del P.A.S.?

Il P.A.S. si prefigge di attivare o far migliorare la capacità di imparare; in particolare si pone i seguenti obiettivi:

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>correggere le funzioni cognitive carenti;

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>formare corrette abitudini cognitive;

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>sviluppare concetti, strategie e operazioni

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>produrre motivazione intrinseca;

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>promuovere l’insight e il pensiero riflessivo;

<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>trasformare l’individuo da passivo ricettore in attivo produttore di informazioni.

A chi può risultare utile il P.A.S.?

Il Programma può essere utilizzato da un mediatore con diversi soggetti: individui con deficit percettivi e disabilità di apprendimento; individui con sindrome di Down o altri deficit congeniti; individui non organizzati o non motivati, che hanno bisogno di acquisire buone abitudini di lavoro, strategie e insight; individui che desiderano raggiungere livelli di prestazione più elevati; individui socialmente o culturalmente svantaggiati; studenti con persistenti difficoltà di metodo di lavoro.

Qual è il ruolo dell’ applicatore del P.A.S.?

L’applicatore presenta gli esercizi, spiega i termini, prepara il lavoro indipendente; esplora processi e strategie; fa una previsione delle possibili difficoltà a livello di un esercizio specifico o del funzionamento cognitivo di un certo individuo; rinforza l’apprendimento e aiuta i discenti a trasferire le abilità e i concetti appresi a situazioni diverse.

Gli applicatori del P.A.S. hanno una particolare percezione dei discenti e particolari aspettative rispetto alla loro modificabilità. Essi valutano i cambiamenti indotti dall’uso del P.A.S. osservando l’eficienza dei discenti nel risolvere esercizi specifici, la loro capacità di mettere in atto processi di pensiero e transfer spontanei. Focalizzano inoltre la loro attenzione sul processo di pensiero piuttosto che sul prodotto.

I discenti ricavano un feedback attraverso l’autocorrezione, l’interazione con i pari, la valutazione che l’applicatore dà della loro prestazione; si autovalutano sulla base dell’obiettivo e facendo ricorso a criteri misurabili come la correttezza, la precisione, la velocità d’esecuzione, il minore affaticamento, il comportamento meno impulsivo.

Che cos’è il P.A.S. BASIC?

Negli ultimi anni il professor Reuven Feuerstein ed il figlio Rafi, insieme all’equipe di ricerca di Gerusalemme, hanno creato un apparato di valutazione e di trattamento da affiancare agli strumenti P.A.S. ed alla valutazione classica ( L.P.A.D. ). Sono nati quindi l’ L.P.A.D. Basic ed il P.A.S. Basic, innovazioni che si rivolgono a bambini in età prescolare ma anche a soggetti più grandi che presentano funzioni cognitive di base molto inadeguate, in quanto immature, carenti o addirittura mancanti. Si rivolge cioè a individui in cui il disordine neurologico, di varia natura, inficia fortemente il comportamento cognitivo.

Alcuni Strumenti del P.A.S. Basic si occupano di apprendimento attenzionale, di orientamento nello spazio, di confronto e scoperta dell’assurdo, di identificazione dell’emozione. Come per l’ L.P.A.D. Basic, la caratteristica particolarmente interessante di questi Strumenti è che, nonostante siano finalizzati al potenziamento di abilità più vicine agli elementi senso-motori dell’intelligenza, il setting utilizzato è di tipo cognitivo e la proposta spinge il soggetto ad alti livelli di astrazione e di rappresentazione anche dei contenuti emotivi del pensiero.

Ciò che rende potente la materia del P.A.S. Basic, come accade in tutta la metodologia del prof. Feuerstein, è la pedagogia della mediazione: essa consente di portare il soggetto nella sua Area Prossimale di Sviluppo, analizzando il processo del pensiero e correggendolo o potenziandolo ove sia necessario.

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4 Commmenti

  1. Lazzarin

    Vorrei sapere se mi può inviare informazioni dettagliate sul corso per docenti riguardo il metodo Feurstein.
    Sarei interessata a partecipare.
    risposta:
    basta mettersi in contato tramite sito web con la sede nazionale di Torino o Treviso per le nostre zone
    saluti sandro lazzaroni

  2. Gentile Michele
    la dr.ssa si chiama Michela Minuto.

    Per Picchieri: il metodo Feuerstein è un ottimo trattamento per i bambini iperattivi o con disturbi comportamentali, tutti gli strumenti PAS lavorano sulla metacognizione e sul canale verbale.

    a presto
    m.luisa

  3. pichierri

    sos a scuola bima 12 anni iperattiva fa solo quel che le piace.

  4. MICHELE BARISON

    sarebbe opportuno che almeno una delle ragazze frequentasse il corso posso aiutare con il corso a Torino contattando la Dott. Michele Minuto

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